martedì 12 marzo 2013

Voglia di partire

Allora, questo nuovo anno è partito alla grande con un bel viaggetto a Londra, ma ormai è passato un pò di tempo ed è ora di cominciare a pensare alle prossime ferie.
Partiamo dai ponti di primavera. Sono riuscita a prendere ferie dal 25 aprile alla fine della settimana del 1 maggio, quindi potremmo riuscire a fare una vacanza degna di questo nome!
Il primo pensiero è stato Santa Monica, l'Orange County, San Diego, la pacific coast highway...ma è abbastanza irrealizzabile. Per prima cosa prima di tornare lì voglio vedere posti nuovi, e poi il budget per i ponti è molto ma molto più basso. Ci saranno poi due settimane ad agosto e altrettante a fine dicembre da organizzare, quindi la vacanza di primavera dev'essere a basso costo.




Il secondo pensiero quindi è stato New York...beh, in fondo il volo costa decisamente meno rispetto a quello per Los Angeles! Però certo, non si può definire viaggio low cost, e non è neanche un posto nuovo (uffa).
Il terzo pensiero è stato l'Appalachian Trail, di caro c'è solo il volo,  il resto del viaggio si fa in tenda, praticamente a costo zero...si, anch'io rido se immagino me stessa a fare un viaggio itinerante in tenda, ma prima o poi stupirò voi  e me stessa, credetemi. Comunque sia non è il momento di affrontare un viaggio del genere.
Non voglio dare l'impressione di non essere capace di viaggiare spendendo poco. E' vero che negli ultimi quattro anni abbiamo sempre fatto viaggi impegnativi economicamente parlando, ma tutti i viaggi precedenti erano assolutamente a basso costo. Lo dico sempre, abbiamo la fortuna di vivere in un Paese meraviglioso, circondato da Paesi altrettanto meravigliosi, è possibilissimo fare una bella vacanza senza spendere tanto.
Il punto è che i posti sono così tanti che non so scegliere...non voglio puntare il dito su una mappa e scegliere a caso, cascherei sicuramente in piedi, ma vorrei che io e la destinazione del prossimo viaggio ci scegliessimo, vorrei un colpo di fulmine!
Qualche destinazione più papabile c'è: le Cinque Terre, dove non siamo mai stati, e di cui ho sentito parlare benissimo sotto ogni punto di vista.


Oppure la Croazia. Anche lì non siamo mai stati, è sicuramente bellissima, e assolutamente low cost.



Però in Croazia ci potremmo andare anche in agosto, adesso che ci penso...
In realtà, forse c'è stato un colpo di fulmine...dovrei solo convincere il Samu, che al momento mi sembra un pò restio...mi piacerebbe tantissimo fare il cammino di Santiago, è da anni che ci penso, ma avevo sempre pensato al percorso 'francese', che dura un mese, invece sto prendendo in considerazione quello 'inglese', che con le sue cinque tappe è fattibile in una settimana (considerando anche una sosta a Santiago).


Mi piacerebbe mettermi alla prova, partire solo con uno zainetto, dormire negli albergues, camminare e meditare...
Mia mamma mi ha già stroncato, avendo fatto il cammino più lungo, e da sola, fa la snob e dice che in una settimana mica ti metti alla prova, e che ci dovrei andare da sola.
Io penso che ogni tanto si debba scendere a patti. Non mi posso prendere un mese di ferie, non voglio fare quest'esperienza senza il Samu. Penso che anche il cammino breve sia una bellissima esperienza.
Vediamo se convinco il Samu, altrimenti aspetterò un altro colpo di fulmine!





domenica 24 febbraio 2013

Racconti di viaggio

A me piace viaggiare comoda, sono per il fai da te totale, ma non sono proprio portata per i viaggi avventurosi, che però mi affascinano molto. Il classico viaggio zaino in spalla, senza prenotare niente oltre ai voli, in Paesi poco toccati dal turismo, magari su una moto...certo che mi piacerebbe, ma conosco i miei limiti, ho bisogno di farmi una doccia calda almeno una volta al giorno, di mangiare seduta a tavola almeno una volta al giorno, di strade asfaltate e farmacie a disposizione. Non escludo che le cose possano cambiare, in fondo mia mamma ha fatto il cammino di Santiago da sola, col mio zainetto Invicta e un paio di vecchie scarpe da ginnastica, a 60 anni. E poi è andata quattro mesi alle Galapagos, sempre da sola. Quindi tutto è possibile...
Ma ora come ora i viaggi avventurosi non fanno per me. Mi piace molto però leggere le avventure degli altri.  Un libro che mi è piaciuto tantissimo è 'Il giro del mondo in moto' di Marco Deambrogio, dove descrive, sotto forma di diario, il giro del mondo fatto da lui in solitaria tra Febbraio e Ottobre 2001 in sella alla sua moto BMW F650 GS (la stessa del Samu...se solo io non avessi così paura...).
Se amate questo tipo di letture vi consiglio assolutamente questo libro, scritto molto bene, con tantissimi spunti interessanti, e se poi siete come me, viaggiatori comodi e un pò fifoni, potrete godere del racconto di un viaggio entusiasmante in Paesi straordinari senza spostarvi dal vostro divano.
Lo stesso autore ha scritto anche il libro 'Destinazione Afghanistan', che ho comprato recentemente ma non ho ancora letto. E' molto bello che chi affronta questo tipo di viaggi condivida la propria esperienza, perchè in questo modo chiunque, anche nella comodità della propria casa, può conoscere luoghi lontani e scoprire qualcosa di altre culture. Non tutti amano viaggiare, non tutti possono viaggiare, ma si può conoscere il mondo anche attraverso i racconti di chi l'ha fatto. Non so se sarò mai in grado di attraversare un deserto, di girare la Patagonia in moto, di attraversare l'Atlantico in barca, probabilmente no, ma quando leggo racconti di viaggio mi sembra un pò di partire, di vivere un'avventura, e alla fine del libro mi sento un pò arricchita, come quando torno da un viaggio. E in questo modo riesco anche a placare un pò la mia perenne voglia di partire.

Tra i miei libri preferiti:

'L'ultima grande avventura', di Bertrand Piccard e Brian Jones. E' il diario del primo viaggio intorno al mondo in mongolfiera, fatto dai due autori nel 1999 in 19 giorni. E' un libro emozionante, un tipo di viaggio che non farei mai ma che mi è piaciuto vivere grazie al racconto dei protagonisti.
La cosa bella di questo tipo di libri è che solitamente raccontano anche i preparativi del viaggio, le difficoltà, la noia della parte burocratica, la ricerca di finanziatori; ti senti partecipe di ogni fase dell'avventura.

'Una passeggiata nei boschi', di Bill Bryson. Un libro piacevolissimo, in cui l'autore racconta la sua avventura lungo l'Appalachian Trail, un sentiero lungo circa 3400 km attraverso 14 Stati americani. Questo è un viaggio che mi piacerebbe fare!

Leggete, sognate, viaggiate.

lunedì 11 febbraio 2013

Cercasi paradiso terrestre a budget limitato

Io non sono un'amante delle vacanze al mare, preferisco di gran lunga la montagna o viaggi itineranti, dove posso abbinare cultura a natura.
Ma ogni tanto, diciamo ogni tre - quattro anni, mi viene proprio voglia di mare, ma il mare quello calmo, cristallino, con lunghe spiagge bianche e soffici, insomma un paradiso terrestre.
I primi posti che mi vengono in mente sono sempre le mete esotiche, Maldive, Bali, i Caraibi....che però hanno prezzi decisamente elevati.
In realtà un paradiso terrestre può essere più vicino di quello che pensiamo, certo l'idea di andare lontano, in qualche località esotica dove poter gustare frutta succulenta dai nomi fantasiosi e di nuotare in mezzo a pesci color caramella è molto affascinante, ma non è vero che più la meta è lontana più il viaggio sarà bello.

Una vacanza al mare stupenda, che abbiamo fatto nel 2010 è stata all'isola di Favignana, un luogo meraviglioso che mi è rimasto nel cuore, un paradiso terrestre che si può godere anche se si ha un budget limitato.



Favignana, con i suoi 19 km quadrati di superficie, è la più grande delle isole Egadi. Si trova a poca distanza dalla costa occidentale della Sicilia, nella  provincia di Trapani. Il paesaggio che vi offre è brullo, il mare è straordinario, cristallino, ci sono poche spiagge sabbiose e molte scogliere.




L'isola è famosa per le sue cave di tufo, le grotte e per la tonnara, che da qualche anno non è più in attività. Ora è aperta al pubblico, vengono fatte visite guidate gratuite,ospita mostre fotografiche e video che raccontano la vita nella tonnara.
Quando siete stufi di stare in spiaggia potete noleggiare una bicicletta e fare il giro dell'isola, salire al Monte Santa Caterina da dove il panorama è straordinario, potete fare un'escursione alle due isole minori, Marettimo e Levanzo.

Favignana si raggiunge con un'oretta di traghetto dal porto di Trapani.

Noi abbiamo avuto alcune difficoltà a trovare un volo economico, alla fine abbiamo optato per un volo Alitalia da Venezia a Palermo (120 € a testa con 20 kg di bagaglio inclusi), poi da lì abbiamo noleggiato l'auto che avremmo utilizzato per tutta la vacanza, e abbiamo raggiunto Trapani.
L'aeroporto di Trapani è sicuramente più comodo, ma se doveste trovare un prezzo nettamente più basso per Palermo anche questa è un'ottima opzione. La distanza tra l'aeroporto di Trapani e il porto è di circa 20 km, mentre per arrivare al porto da Punta Raisi i km sono circa 90.
Noi abbiamo noleggiato un auto, anche perchè dopo la settimana a Favignana avevamo pianificato tre giorni a Castelvetrano, vicino a Selinunte, ma non è indispensabile per raggiungere le Egadi. Sia dall'aeroporto di Palermo che da quello di Trapani partono degli autobus diretti al porto.
Una volta a Favignana però vi servirà un mezzo di trasporto. Sconsiglio di noleggiare un auto sull'isola, a quel punto vi conviene ritirarla all'aeroporto, dove il noleggio costa decisamente meno. A Favignana potete invece noleggiare delle biciclette, con cui potrete muovervi per tutta l'isola. Girare a piedi è impossibile, a meno che non prendiate alloggio in centro e non andiate solo nelle spiagge lì vicino ma sarebbe un vero peccato.
Cala rossa è sicuramente la spiaggia più famosa, e indiscutibilmente la più bella.
Le prime due foto qui sotto mostrano questa spiaggia favolosa con il mare agitato.





E qui invece potete ammirarla con il mare calmo...che dire di più?

A me è piaciuta molto anche Cala azzurra, più comoda da raggiungere, che ha sia scogli che sabbia, molto piccola (è davvero difficile trovare un posto per sdraiarsi) ma bellissima. Bella anche Lido Burrone, che è l'unica spiaggia che ospita anche uno stabilimento balneare. Da provare il Bue Marino, per chi ama i tuffi, e Cala Rotonda, con spiaggia di ciottoli e rocce affioranti.


Noi eravamo in quattro. Per il nostro soggiorno abbiamo cercato un appartamento, e abbiamo avuto fortuna con il residence Case Canini. E' un piccolo nucleo di case situato fuori dal centro di Favignana, in una zona molto tranquilla ed isolata. Il sito è http://www.casefavignana.it/it/index.html.
Noi abbiamo preso l'appartamento C (due camere da letto, zona cucina soggiorno ampia, bagno con doccia, ampio terrazzo attrezzato) spendendo 550 €, a metà settembre 2010.

Ho visto sul sito del residence che il prezzo per settembre 2013 per lo stesso appartamento è di 650 euro. In agosto costa 1200 euro.
Favignana, se paragonata ad altre località della Sicilia, è cara, bisogna ammetterlo, ma i prezzi sono comunque accessibili.
Io vi sconsiglierei agosto, un pò per i prezzi lievitati (ma quelli lo sono ovunque), ma soprattutto perchè le spiagge sono piccole, in settembre si stava benissimo (e comunque ce n'era di gente), ma in alta stagione non saprei cosa aspettarmi. Rischiate anche che faccia davvero troppo caldo.
Tornando al nostro appartamento, era veramente carino, pulitissimo, il proprietario disponibile e alla mano, oltre alla nostra terrazza c'erano a disposizione doccia e lettini anche in giardino, e il barbecue (dove abbiamo cucinato una bella grigliata col pesce comprato di prima mattina al mercato!).





Noi avendo l'automobile abbiamo fatto la spesa grossa a Trapani, potendo usufruire di un grande supermercato e di prezzi ottimi, ma potete trovare tutto anche a Favignana, i prezzi ovviamente saranno più alti.
Se prendete un appartamento vi consiglio di andare a comprare il pesce al porto la mattina presto, lì troverete i prezzi migliori e pesce freschissimo.
Se vi piace mangiare fuori il centro paese è pieno di locali , noi siamo usciti a cena un paio di volte, purtroppo non ricordo il nome dei ristoranti, ma penso si mangi bene dappertutto, noi abbiamo provato due ristoranti a caso e siamo stati molto contenti. Ovviamente la specialità è il pesce, tonno ovviamente (ricordo una pasta con tonno e melanzane molto buona), ma anche pesce spada, crostacei e molluschi, spaghetti con la bottarga, fritture e grigliate (io ho mangiato dei calamari alla piastra squisiti).
Un consiglio è di provare la pizza, a pranzo facevamo un salto in qualche panetteria e facevamo incetta di pizze e focacce, tutte buonissime ovunque. Ottimi anche i dolci a base di ricotta, e la granita, soprattutto quella di mora di gelso.
Anche se Favignana adesso vive principalmente di turismo, devo confessare che la gente del luogo non brilla per la calda ospitalità, forse dopo tanto isolamento non hanno accettato di buon grado l'invasione dei turisti, però dal momento che adesso l'attività principale dell'isola è quella, dovrebbero cominciare ad aprirsi un pò...
In ogni caso è stata una vacanza bellissima, ad un prezzo accessibile (è sicuramente molto più cara rispetto al resto della Sicilia, ma parliamo ancora di prezzi abbordabili). Noi in quella vacanza abbiamo speso in totale (10 giorni) 1500 euro in due, e non ci siamo fatti mancare niente, è assolutamente possibile spendere anche meno.
Non posso che consigliarvi una vacanza a Favignana se amate il mare, la natura, il buon cibo, perchè qui troverete sicuramente il meglio. Un vero paradiso terrestre.

giovedì 24 gennaio 2013

La mia Chicago su Turisti per caso

Oggi è uscito il n.50 della rivista Turisti per caso. A pag.52 c'è un trafiletto scritto da me!


Hanno pubblicato una piccola parte del mio diario su Chicago, precisamente le mie indicazioni su pernottamento e pasti, con alcune foto. Purtroppo sono stati fatti molti tagli, non hanno inserito i miei commenti relativi ai ristoranti visitati, quindi chi legge non può capire il motivo di queste scelte.
Non so se chi leggerà la rivista prenderà in considerazione i miei suggerimenti.
Hanno citato il ristorante Frontera Grill, dicendo solo che si mangia messicano. Uno potrebbe chiedersi se ha senso mangiare messicano a Chicago...beh, se il proprietario è Rick Bayless, una delle menti più geniali e creative del panorama gastronomico internazionale, allora ovvio che ne valga la pena!



Lo stesso discorso vale per il Weber Grill, non credo basti dire che cucinano carne alla brace. Io lì ho mangiato l'hamburger migliore della mia vita, per chi passa da Chicago è una tappa obbligata! Weber grill è il nome di un'importante ditta che produce barbecue,  e nei ristoranti che possiede nella regione dei Grandi Laghi vi mostrano come usarli al meglio, infatti oltre a gustare ottimi hamburger e bistecche, vedrete i cuochi all'opera sopra i barbecue fiammeggianti. Il vostro hamburger verrà cucinato praticamente davanti a vostri occhi.


Capisco però che non si possano inserire tutti questi dettagli in un articolo su una rivista. Mi ha fatto comunque molto piacere essere pubblicata, è una bella soddisfazione, e sono contenta che sia successo con Chicago, perchè è una città straordinaria. Enormi spazi verdi, grandissima architettura, una sconfinata pianura d'acqua, con un sottofondo blues che la ricopre di malinconia, ecco cos'è Chicago.
E un giorno, cari amici, ci tornerò.

domenica 20 gennaio 2013

Il profumo dei ricordi

Stai camminando per strada, pensando ai fatti tuoi, e all'improvviso da una finestra aperta esce profumo di arrosto,  l'odore ti avvolge e pensi che è proprio il profumo dell'arrosto che faceva tua nonna quando eri piccolo, e all'improvviso davanti a te hai delle immagini, la sottana di cotone, il grembiule coi fiori, il borbottare di una pentola, un sorriso consolatorio e un cerotto per il tuo ginocchio sbucciato.
Quel profumo ti ha riportato, come per magia, in quella cucina dove sei diventato grande.
Chi non ha mai provato questa sensazione? Una signora col profumo che usava tua mamma, un bambino che mangia una Big Babol di cui eri ghiotto quando avevi la sua età, sono tanti gli odori che ci riportano indietro.
Come i ricordi si legassero ai profumi l'avevo intuito fin da bambina. Quando andavo in Alto Adige coi miei genitori, facevamo sempre una gita a Samnaun,  in Svizzera, il papà faceva benzina, e poi compravamo cioccolata e profumi. A me piaceva la colonia 4711, la usavo per tutta la vacanza. Se poi per qualche tempo non la mettevo, appena aprivo la boccetta mi esplodevano addosso immagini delle vacanze, la colonia sapeva di montagna, di corse sui prati, della raccolta dei funghi e dei frutti di bosco, e mettendola mi sentivo avvolta da una nube di bei ricordi. Una sensazione bellissima.

Da qualche tempo ho preso l'abitudine di creare appositamente dei ricordi legati ad un profumo: ogni volta che faccio un viaggio compro un profumo nuovo da usare durante la vacanza, di solito un'acqua profumata, ma va bene anche una crema, un deodorante, qualsiasi prodotto che abbia un profumo nuovo, che non uso abitualmente. Una volta a casa smetto di usarlo, e lo riutilizzo mesi dopo, magari una mattina che sono un pò malinconica, e magicamente i ricordi si materializzano. E' più del semplice ricordare, è rivivere.
In questi giorni sono tornata da Londra, con la classica depressione post viaggio. Ho pensato che fosse il momento giusto per tirare fuori la mia colonia al limone. L'avevo comprata nel 2011 durante il viaggio a Chicago.
Avendola nel frattempo finita, nel 2012 durante il viaggio in California oltre a comprarne una al cocco e lime per quel viaggio,  avevo ricomprato una boccetta piccola di quella al limone, e per 6 mesi l'ho tenuta nell'armadio. Quando me la sono spruzzata addosso, tre giorni fa, è stato come ritornare là, sulla Gold Coast del Michigan, a passeggiare in riva al lago, a mangiare pesce, ho ritrovato la meraviglia di fronte alle cascate del Niagara...
Ho una scatola con tutti i profumi comprati durante i viaggi, sono un bene prezioso che continuerò ad accumulare.
Provateci anche voi, non ve ne pentirete davvero!

martedì 15 gennaio 2013

Chicken gyoza - il responso

Cari amici, sono veramente soddisfatta dei miei ravioli Wagamama Style, realizzarli richiede un bel pò di tempo, ma ne vale davvero la pena. Se decideste di prepararli fatene un bel pò, così potrete congelarne una parte per un'altra cena.
I miei ospiti li hanno graditi, dandomi grande soddisfazione.
Ecco una foto (non sono riuscita a farne altre perchè eravamo un pò presi dai preparativi).


Ed ecco le indicazioni per la cottura:

Per prima cosa scaldate un wok o una padella antiaderente.
Poi aggiungete un paio di cucchiai di olio di sesamo. Quasi subito l'olio comincerà a sfrigolare, a quel punto mettete delicatamente in padella tre o quattro ravioli (non devono essere troppo vicini tra loro), fateli cuocere a fiamma vivace per un paio di minuti, fino a che un lato sarà bello colorato, poi abbassate la fiamma, girateli sull'altro lato, e fateli cuocere un altro minuto. Poi vanno tolti dalla padella, così potrete cuocerne altri tre o quattro. Quando i ravioli saranno stati rosolati, rimetteteli tutti nella padella ancora calda, con tre cucchiai d'acqua, coprite e rimettete sulla fiamma al minimo per un paio di minuti, più un minuto a fuoco spento.
Serviteli accompagnati con della salsa di soia a parte (io alla salsa ho aggiunto dello zenzero fresco tritato).
Slurp slurp gnam gnam.
Alla prossima!

domenica 13 gennaio 2013

Un salto in Oriente

Chi mi conosce sa quanto adoro la cucina di Wagamama, e in generale la cucina giapponese. Non posso dire di essere un'esperta (ma prima o poi andrò in Giappone a farmi una cultura seria), ma quello che ho assaggiato fino ad ora mi piace molto, e mi piace in particolare lo stile Wagamama, semplice e gustoso.
Sto per proporre a degli amici coraggiosi una cena giapponese, con alcune ricette di questo fantastico libro:



Primo piatto: i chicken gyoza.


Nel libro dicono di usare le cialdine già pronte, ma io che amo complicarmi la vita voglio fare anche la pasta del raviolo, anche perchè in passato ho già preparato i ravioli al vapore cinesi e non è un'impresa difficile. Certo, non sono belli come quelli dei ristoranti, ma il gusto è ottimo, e quindi, per chi volesse cimentarsi nell'impresa, ecco tutte le indicazioni:

2 tazze di farina 00
un pizzico di sale
1/2 tazza circa di acqua bollente

 Disporre la farina con il sale in una ciotola e versarvi sopra poco a poco l'acqua calda. Impastare fino ad ottenere una massa soda e liscia.


Poi far riposare l'impasto per un'ora coperto da un canovaccio pulito.

E adesso veniamo al ripieno, second la ricetta di Wagamama:


100 gr di castagne d'acqua
200 gr di cavolo cappuccio (la ricetta originale prevede una parte di cavolo cappuccio e una parte di cavolo cinese, che però facevo fatica a procurarmi, quindi ho usato solo il primo)
30 gr di erba cipollina
250 gr di petto di pollo
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di oyster sauce (io non l'ho trovata quindi ho utilizzato la fish sauce)
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di salsa di soia chiara (nei negozi specializzati trovate la salsa di soia scura, particolarmente densa e da usare in piccole quantità, e la salsa di soia chiara, che è molto simile a quella che si trova ormai in tutti i supermercati)

Tritare nel mixer le castagne d'acqua insieme al cavolo. Non deve essere un trito troppo fine.


Poi il composto va trasferito in una ciotola capiente, ma prima va strizzato un pò per togliere l'eccesso di acqua. Aggiungere l'amido, l'erba cipollina tritata, il pollo sminuzzato (io l'ho tritato col coltello), e i liquidi.
Impastare bene con le mani per amalgare gli ingredienti.


Nel frattempo la pasta è pronta per essere lavorata. Bisogna formare dei cilindretti, che poi vanno tagliati a fettine.


Ogni fetta va stesa con il mattarello, deve essere molto sottile, poi con un coppapasta o un bicchiere la rifilate per ottenere un cerchio perfetto. Ovviamente va bene anche il metodo italiano, ovvero stendere l'impasto in un'unica sfoglia, e poi ritagliare i ravioli, così come si fa per la nostra pasta fresca ripiena.
A meno che non si abbia una sfogliatrice però, secondo me è più facile stendere sottilmente piccole porzioni di pasta.
Ed ecco il momento clou, ovvero la preparazione del raviolo. Ho guardato alcuni tutorial per imparare a realizzarli a mano, ma sapevo che non sarebbe stato facile dare ai ravioli le caratteristiche pieghe che li differenziano da altri tipi di pasta ripiena, così ho deciso di semplificarmi un pò le cose e sono andata al mio negozio cinese di fiducia, Queen Market a Villafranca di Verona, a comprare le formine. Me la sono cavata con 3,60 euro per 4 formine di grandezze diverse. Ho utilizzato le due più piccole per creare i miei ravioli.


La procedura è molto semplice, si posiziona la pasta sulla formina, si schiaccia un pò, poi con un pennello si bagnano i bordi, in modo che il raviolo una volta chiuso si sigilli perfettamente, e si mette al centro un cucchiaino colmo dell'impasto del ripieno (la quantità ovviamente varia a seconda della grandezza del raviolo).


E poi non resta che chiudere la formina, bisogna schiacciare un pò, ed ecco a voi un bel raviolo!


La forma è più quella dei ravioli ripieni di verdure, ma sono certa che i miei commensali non si formalizzeranno troppo.
Ho preparato 12 ravioli medi, e 25 circa piccoli.
Mi è avanzata un pò di pasta, che ho congelato, così non si butta via niente.
Per il momento i ravioli riposano nel freezer, in attesa di essere cucinati questa sera.
Seguirà quindi un post con le indicazioni per la cottura, e il responso finale.
Incrociamo le dita!

Considerazioni finali per chi volesse cimentarsi nell'impresa: non tutti gli ingredienti sono reperibili nei normali supermercati, quindi cercate un negozio dove vendano prodotti etnici, credo ce ne siano ormai in ogni città.
E poi calcolate almeno tre ore di lavoro, quindi armatevi di entusiasmo e pazienza.
Stasera scopriremo se ne è valsa la pena...