lunedì 8 dicembre 2014

Un pranzo stellare (e stellato)

Rieccomi qui, sono passati mesi dal mio ultimo post, ma in questa latitanza non sono mancati gli spunti. Cercherò di recuperare e di raccontarvi al più presto dei miei viaggi golosi di quest'anno, e voglio cominciare con una delle esperienze più belle del 2014.
Immaginate di essere a Londra (un posto a caso, eheheh) in una soleggiata giornata di agosto. Curioso, dopo l'estate anomala che abbiamo vissuto in Italia, trovare il caldo a Londra. Strano, inaspettato e piacevole.
E' quasi mezzogiorno, state passeggiando per Soho, curiosando tra le bancarelle di cibo orientale, e l'ora del pranzo si avvicina.
Vi ritrovate quasi per caso di fronte all'ingresso del ristorante che avete in mente da un pò. La vetrata blu non lascia intravedere gli interni.
- Vado o non vado? - Mette un pò d'ansia sapere che si tratta di un ristorante con una stella Michelin, ma la curiosità, la voglia di regalarvi un'esperienza gastronomica è forte, e quindi alla fine entrate.
Le luci sono soffuse, il blu vi circonda e vi avvolge in un abbraccio rilassante.



Una signora dallo sguardo dolce vi accoglie e vi accompagna al tavolo.
Al momento i commensali sono pochi. Moltissimi invece i camerieri. Ci sono ragazze con delle tuniche bianche molto chic, dei ragazzi con lunghissimi grembiuli neri, e infine eleganti signori in completi grigi e cravatta azzurra. Chi incrocia il vostro sguardo vi sorride, e sembrano davvero felici che voi siate lì.
Una delle ragazze in bianco vi porta il menu e vi chiede se gradite dell'acqua, ma voi chiedete invece solo del the al gelsomino.
Dopo qualche minuto uno dei ragazzi dai lunghi grembiuli vi porta il the, poi arrivano delle ciotoline con salsa agrodolce e piccante, e dei cetriolini.


La ragazza in bianco prende il vostro ordine: ravioli con gamberi e erba cipollina, e poi noodles piccanti con scampi e capasante.
State per versarvi dell'altro the, quando uno dei signori in giacca e cravatta arriva veloce, prende la teiera e riempie la tazza. Ogni gesto è accompagnato da un sorriso.
L'imbarazzo comincia a scivolare via, cominciate a sentirvi bene, coccolati, rilassati.
I ravioli arrivano dopo una breve, calcolata attesa.
Si intuisce che ogni mossa è pianificata: mentre le bevande arrivano subito, il cibo richiede un certo tempo. I vostri ospiti sembrano sapere bene che un piatto servito troppo in fretta potrebbe far pensare che in cucina sia già tutto precotto e che vogliano farvi mangiare alla svelta per liberare il tavolo, così come un servizio troppo lento potrebbe far pensare ad una certa disorganizzazione.
I ravioli sono meravigliosi, succosi, ricchi di sapore.
Pensate che anche in cucina debbano essere tutti rilassati e sorridenti.
Ogni tanto qualcuno vi chiede se va tutto bene, voi di nascosto fate qualche foto perchè l'esperienza va immortalata, e accogliete con goloso entusiasmo l'arrivo dei noodles, che si riveleranno il piatto piccante migliore che abbiate mai mangiato.
Riuscite a distinguere ogni sapore, gli scampi, le dolcissime capasante, e quando mangiate del peperoncino (tritato fresco e cosparso per tutto il piatto) il piccante vi esplode in bocca, forte, fortissimo, ma senza persistere. E' una sensazione mai provata. Di solito un piatto molto piccante anestetizza un pò la bocca, confonde le papille gustative, nascondendo gli altri sapori, ma in questo caso non succede.
Pur trattandosi di un peperoncino molto piccante, di quelli che fanno venire le lacrime agli occhi e la goccia al naso, una volta deglutito il piccante si attenua, e quando assaggiate uno scampo ne gustate tutta la dolcezza. E' uno straordinario equilibrio di sapori.
Riuscite a mangiare tutto, anche se il piatto era molto abbondante.
Finite il the, e, con molta calma, chiedete il conto.
Quando lasciate il ristorante è passata un'ora e mezza, vi sentite riposati, deliziati, e siete pronti a riprendere il giro della città.
Vi ritrovate all'esterno, le luci soffuse vengono sostituite dal bagliore del sole, per le strade la gente va veloce, qualcuno parla al cellulare, altri camminano mangiando un panino o bevendo un caffè.
Siete tornati a Londra. Riprendete anche voi a camminare, ma senza fretta, sulle labbra ancora il sapore del cibo divino che avete gustato, nella mente il fresco ricordo di un bellissimo viaggio nei sapori d'oriente e nel lusso di un servizio magistrale, un'esperienza che ogni tanto bisognerebbe regalarsi.

Se invece di immaginarlo solamente, volete regalarvi anche voi questo pasto principesco, dovete andare a Londra al ristorante Yauatcha, al 15-17 di Broadwick St a Soho.
Io ho speso 26 £, un prezzo più che onesto considerata la qualità del cibo e del servizio.
Se amate il cibo orientale, questo è il posto per voi.

venerdì 7 febbraio 2014

Ricordi parigini

Se Londra è la città straniera che ho visitato il maggior numero di volte, Parigi è quella dove ho trascorso più tempo. Sommando i vari viaggi vi ho passato più o meno 80 giorni. L’ultima volta che ci sono andata, insieme al Samu, è stato lo scorso dicembre, per tre giorni, ed è stata una mini vacanza bellissima.


Adoro Parigi, non sento il bisogno di tornarci spesso, cosa che invece mi succede con Londra, ma ogni volta che ci vado mi chiedo perché ho fatto passare così tanto tempo dall’ultima volta.

La prima volta che sono stata a Parigi è stato a luglio 1989. A Montmartre, per me il quartiere più bello di Parigi, abita una coppia di amici dei miei, gli adorabili Giovanna e Jean, in quel periodo si trovavano in Italia e ci hanno lasciato la loro casa per tutto il mese, e non un mese qualunque…nel mese di luglio del 1989 si sono svolti i festeggiamenti per il bicentenario della presa della Bastiglia. Ho avuto modo di vedere l’inaugurazione del Grande Arche de la Défense, dell’Opéra Bastille, della Piramide del Louvre.



Ricordo ancora oggi la sera del 14 luglio, un misto di paura ed emozione, gli Champs Elysées strapieni di gente, ragazzi che si arrampicavano sulle grondaie delle case per riuscire a vedere la parata, la città in preda ad una follia collettiva, e io non mi rendevo nemmeno conto che stavo partecipando ad un evento storico per tutta la Francia.
Passare un mese intero in una città come Parigi, vivendo in una vera casa parigina, è un’esperienza bellissima. Le prime due settimane (quelle in cui c’era anche mio papà, che poi è dovuto rientrare in Italia per lavoro) le abbiamo passate tra musei e monumenti. Credo che i grandi musei parigini piacerebbero anche a chi non ama l’arte, non si può rimanere indifferenti di fronte ai grandi impressionisti esposti al museo d’Orsay, non restare incantati davanti alle meraviglie del Louvre, o di fronte alla sala delle ninfee di Monet all’Orangerie.
Il bello di avere un mese a disposizione è che ci si può permettere di visitare tutto con calma, senza correre da una parte all’altra della città. Trascorse le prime due settimane i ritmi rallentano, ricordo che uscivo con mia mamma a fare la spesa dai fruttivendoli di Rue des Abbesses, compravamo le baguette per il pranzo, ci fermavamo in qualche giardino a mangiare un croissant, ci siamo davvero sentite un po’ parigine anche noi.
Sono passati tanti anni da quella prima volta, ma ricordo perfettamente la sensazione che ho provato quando sono tornata a Verona. Abituata ai grandi Boulevards, alle piazze enormi, alla maestosità della Senna, Verona mi era sembrata così piccola, mi sembrava irreale, non era la città che avevo lasciato, ma una sua miniatura. 
Sono tornata a Parigi altre volte con i miei negli anni novanta, mio papà tra maggio e giugno vi passava un mese  per lavoro, e noi lo accompagnavamo volentieri! Poi, per circa una decina d'anni, non ci sono più andata. Ci sono tornata nel 2003 insieme al Samu. La Défense era cambiata molto rispetto alla prima volta che l'avevo vista, ma il resto della città era proprio come lo ricordavo. E' stato bello tornarci col Samu, che la vedeva per la prima volta, anche se non è andato tutto benissimo. Eravamo in un hotel veramente brutto, in una zona che non ci piaceva, e per la prima volta mi scontravo con un aspetto di Parigi che nei viaggi precedenti non avevo considerato: i prezzi! 
Ma, nonostante tutto, a fine 2008 ci siamo voluti tornare, e in quell'occasione è stato amore.
Abbiamo trovato un delizioso monolocale a Monmartre, senza saperlo avevamo preso casa nella via dove abitava il personaggio di Amelie Poulain, di fronte al fruttivendolo che si vede spesso nelle scene del film. 



Quella è una zona veramente magica di Parigi, ci abbiamo passato una settimana piacevolissima, per l’ultimo dell’anno siamo stati invitati a cena da Giovanna e Jean e ci siamo divertiti moltissimo, tra champagne, ostriche e formaggi francesi!



Di quella vacanza ho dei ricordi veramente bellissimi, l'unico aspetto negativo è stato il freddo, c'erano in media 6 gradi sotto zero, un perenne vento gelido, non si riusciva a stare per strada a lungo.
Il tempo è stato invece clemente durante la nostra ultima breve vacanza, a dicembre 2013.
Abbiamo fatto lunghissime passeggiate, mangiato ottimi croissants e rivisto volentieri le meraviglie offerte da questa straordinaria città.

Vorrei provare a dare qualche consiglio a chi non conosce la città e vorrebbe visitarla.

TRASPORTI
Per arrivare a Parigi il mezzo migliore è l’aereo, ci sono andata varie volte anche in treno, ma negli anni novanta i prezzi dei voli non erano quelli di adesso, oggi come oggi il treno non conviene proprio. Tra l’altro, oltre alle compagnie aeree low cost, anche Air France offre delle tariffe molto vantaggiose. Noi in dicembre, viaggiando solo con bagaglio a mano abbiamo speso 130 € con volo diretto da Verona all’aeroporto Charles de Gaulle.
Consiglierei di evitare Ryanair perché lo scalo parigino è all’aeroporto di Beauvais, che è veramente lontano da Parigi, circa un’ora e mezza di autobus, e il viaggio è piuttosto caro (16 € a tratta).
Dall’aeroporto Charles De Gaulle si arriva a Parigi comodamente con il treno TGV, che ferma in diverse stazioni in centro città. Il costo a tratta attualmente è di circa 10 € a tratta.
Per muoversi a Parigi il mezzo più veloce è la metropolitana, ma, dal momento che i biglietti della metro sono validi anche sugli autobus, non escluderei un viaggio in superficie, che permette di guardarsi intorno mentre ci si sposta da una zona all’altra.
Un biglietto singolo costa 1,7 €, mentre un carnet da 10 biglietti costa 13,70. Durante il nostro ultimo viaggio abbiamo optato proprio per il carnet, perché ci siamo spostati principalmente a piedi o con il batobus (ve ne parlo dopo), ma se avete intenzione di restare a Parigi più  a lungo o di visitare altre località, ad esempio Versailles o Euro Disney, ci sono altre opzioni interessanti.
Sul sito http://www.ratp.fr/it/ratp/c_21879/turisti/ troverete tutte le informazioni utili, in italiano.

Durante i nostri viaggi precedenti io e il Samu ci siamo sempre regalati una crociera sulla Senna con il Bateau Mouche. Quest’anno invece abbiamo scoperto il Batobus, che è un’alternativa interessante agli altri mezzi.
Ci sono 8 fermate, tutte in punti importanti della città (Champs–Elysées, Tour Eiffel, Musée d’Orsay, Saint–German-de -Prés, Notre-Dame, Jardin de Plantes, Hotel de Ville, Louvre), e durante la giornata potete scendere e salire ogni volta che volete. A noi è piaciuto perché offre una visuale unica della città e permette di riposare un po’ tra un giro e l’altro.


Il biglietto per un giorno costa 15 €, mentre quello per due giorni costa 18 €.
Potete trovare tutte le info utili sul sito http://www.batobus.com/index.htm.

Ultimo consiglio sui trasporti: camminate, camminate e camminate!

ALLOGGI
Gli alloggi a Parigi sono sicuramente più economici di Londra, anche qui non è facile trovare camere spaziose, se non spendendo molto, ma si può alloggiare tranquillamente in centro in camere con bagno interno rimanendo sotto i 100 € a camera.
Nel 2003 avevamo soggiornato in un hotel della catena Formule1 (http://www.hotelf1.com/gb/home/index.shtml), sono hotel molto economici con bagno in comune, ma non ci eravamo trovati bene.  Il prezzo è veramente vantaggioso, ho verificato il prezzo attuale dell’hotel dove eravamo stati noi e costa da 34 a 43 € a camera, però sinceramente non ci tornerei. Secondo me questi hotel possono essere molto utili durante viaggi itineranti, infatti ci siamo stati in altre due occasioni in località diverse, ma vanno bene per una notte, non per passarci una settimana. Noi preferiamo avere il bagno in camera e alloggiare in centro, o quantomeno in belle zone residenziali, invece l’hotel in cui siamo stati a Parigi, a nord di Montmartre, era in una zona abbastanza squallida, non pericolosa, ma non offriva veramente niente.
Se non disdegnate gli ostelli, siete abituati a condividere il bagno con altri clienti, e non vi dispiace alloggiare in periferia, allora i Formule1 potrebbero fare al caso vostro, quelli che ho visto io non erano tenuti benissimo, ma non posso dire che fossero sporchi.
Per trovare l’appartamentino in Rue de Trois-Freres ho utilizzato il sito http://www.all-paris-apartments.com/ e ci siamo trovati molto bene, mentre lo scorso dicembre abbiamo soggiornato all’Hotel de trois gares (http://www.h3gparis.com/) in zona Bastille.
Nei viaggi precedenti avevamo sempre alloggiato a Montmartre, mentre per l’ultimo viaggio volevo scoprire zone diverse, in particolare mi interessava il Marais, per questo abbiamo optato per l’hotel de trois gares che si trova a una decina di minuti a piedi dalla stupenda Place des Vosges. E’ un hotel semplice e piccolino, noi vi abbiamo speso 240 € per tre notti, senza colazione (si può fare in hotel pagando un extra ma in fondo alla via c’è un ottimo panificio – pasticceria dove si mangiano buonissimi croissants).
La nostra camera era piccola, ma molto pulita, c’era anche un armadio spazioso (dove abbiamo dimenticato un paio di maglioni…).





Lo consiglio assolutamente, vi avviso però che l’ascensore è piccolissimo (ci si sta in due, uno davanti all’altro, senza i bagagli, altrimenti ci può stare una sola persona con una valigia). Se uno dovesse avere problemi di claustrofobia è meglio che cambi hotel, perché ci sono 6 piani, farli a piedi non sarebbe il massimo.
Riguardo alla zona, è molto comoda per girare il centro, è a due minuti dalla Place de la Bastille, in un attimo si arriva nel cuore del Marais, si può raggiungere comodamente a piedi l’Hotel de Ville, il Centre Pompidou, il Forum des Halles, il Louvre, Place Vendome, l’Ile St Louis e l’Ile de la Cité, è veramente in una posizione strategica. Inoltre (ecco spiegato il nome dell’hotel) si trova vicino a tre importanti stazioni: Bastille, Gare de Lyon e Gare d’Austerlitz.
E’ una zona molto tranquilla, e piacevole da girare anche la sera. Non c'è però una gran vita mondana da quelle parti, se vi piace uscire la sera e trovarvi in mezzo alla gente forse non fa per voi, è un quartiere residenziale bello e tranquillo, comodo per raggiungere le altre zone del centro, ma non posso dire che sia un posto vivace e pieno di locali.

Io, soprattutto a chi visita Parigi per la prima volta, consiglio di alloggiare in zona Abbesses, a Montmartre. E' un pò fuori dal centro, di giorno potete girare tranquillamente a piedi anche partendo da lì, ma dovrete sicuramente prendere più mezzi pubblici rispetto ad altre zone, però secondo me ne vale assolutamente la pena. Secondo molti, probabilmente a ragione, è una zona che nel tempo è stata un pò rovinata dal turismo, ha perso un pò della sua autenticità. Ma rimane comunque uno dei luoghi più belli e magici di Parigi, sembra quasi che il tempo si sia fermato, lì non troverete grandi strade, ma vicoli, scalinate, vi arrampicherete sulla collina fino ad arrivare al Sacro Cuore, e poi di nuovo giù, passando dal Moulin de la Galette. Per me Montmartre è la Parigi più vera, o forse semplicemente quella che amo di più, quella degli artisti, del can-can, della vita bohèmienne, di Amélie.
Se anche doveste alloggiare in un'altra zona, dedicate a questo quartiere stupendo il tempo che merita.

CIBO

come in ogni grande città, anche a Parigi potete trovare il meglio e il peggio della cucina. 
Se non avete problemi di budget potrete regalarvi vere esperienze gastronomiche, ma l'offerta è ampia anche per chi ha un budget limitato. Bisogna stare un pò attenti, perchè il rischio di andare incontro a qualche fregatura c'è. Può succedere che in bistrot apparentemente alla mano vi facciano spendere un bel pò di soldi (noi abbiamo speso 18 euro per due birre...), oppure si può entrare in qualche trappola per turisti travestita da autentico ristorante  francese, mangiando male e spendendo comunque tanto.
Io adoro la cucina etnica, che in Italia praticamente non esiste (quando si comincia a mangiare nei ristoranti cinesi all'estero si rischia di non mettere più piede in quelli italiani, che, a parte rare eccezioni, sono di livello veramente basso), quindi in una città cosmopolita come Parigi non posso non approfittare della ricca offerta di cibi di tutto il mondo. Se vi piace il cibo etnico a Parigi potrete togliervi molte voglie spendendo poco, ci sono trattorie marocchine e libanesi dove potrete sfamarvi con pochi euro, mangiando bene, io ho provato anche ottimi ristoranti cinesi, l'ultimo dei quali aveva la cucina a vista con una signora che impastava e stendeva noodles senza sosta.  Questi localini etnici sono sparsi per tutta Parigi, e sono una buona soluzione per il pranzo. Noi per esempio durante il nostro ultimo viaggio abbiamo pranzato in un ristorantino libanese vicino al Centre Pompidou, con 5 euro ci siamo saziati con un enorme wrap con insalata e falafel.
Ovviamente bisogna assaggiare anche la cucina francese, ci sono brasserie carine dove si mangia bene senza spendere una fortuna, un valido aiuto lo fornisce tripadvisor, quindi consiglio di farsi qualche idea prima di partire.
Durante il nostro ultimo viaggio ci siamo incontrati con mio fratello Giovanni, che era a Parigi per lavoro, e ci siamo regalati una deliziosa cena francese in un ristorante di Montmartre, la Mandigotte, al n.68 di Rue Lepic (http://mandigotte.fr/). Abbiamo gustato specialità francesi in un ambiente accogliente e curato e bevuto del buon vino per una spesa di circa 40 euro a testa. Se capitate da quelle parti ve lo consiglio, i tavoli sono piccoli e attaccati uno all'altro, come in qualsiasi ristorante parigino che si rispetti.

Boeuf bourguignon

Hamburger con pane alla paprika

Entrecote


Che dire di più? Non vi faccio un elenco delle cose da visitare perchè la lista sarebbe troppo lunga. Vi dico solo che Parigi accontenta ogni tipo di viaggiatore, chi ama i musei, chi ama mangiare e bere, chi ha la passione dei parchi divertimento...
Secondo me tre giorni bastano per avere un assaggio della città, anche se varrebbe davvero la pena potersi fermare di più.
Bon voyage!








venerdì 24 gennaio 2014

La mia ricetta con le arance della salute

In previsione di una cena a tema Stati Uniti, ho deciso di impastare dei bagels, che danno sempre molta soddisfazione.
Poi ho scoperto l'iniziativa della rivista La Cucina Italiana legata ad Airc e all'evento 'Le arance della salute' (http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=3660) e ho provato a pensare ad un piatto con i bagels  e le arance.
La mia ricetta è la rivisitazione di un classico, l'insalata di arance e finocchi, un panino semplicissimo, fresco e profumato.

Bagels con finocchi caramellati, mozzarella e pesto di arance

Dosi per 4 bagels:

4 bagels medi. La ricetta dei bagels la trovate qui: http://golosintransito.blogspot.it/2012/01/bagels-la-ricetta.html#links
1 finocchio di medie dimensioni
250 gr di mozzarella tagliata a fettine di circa 4 mm di spessore
3 arance
5-6 noci
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale
Un cucchiaio di zucchero (io ho usato il fruttosio)
Pepe bianco
Misticanza

Tagliare il finocchio a fettine sottili. Mettere sul fuoco un padellino con un cucchiaio raso di olio extravergine di oliva, aggiungere subito del pepe bianco (secondo i vostri gusti, io ho abbondato), appena l'olio è caldo farvi rosolare il finocchio per qualche minuto a fiamma dolce, salare, aggiungere il succo di due arance e un cucchiaio colmo di zucchero, lasciar cuocere senza alzare la fiamma per circa 10 minuti. Alla fine i finocchi avranno preso un bel colore ambrato, saranno ancora leggermente al dente e avvolti da una salsina dolce e agrumata.


Mentre i finocchi cuociono potete preparare il pesto. Inserire nel mixer un’arancia pelata a vivo, tagliata a tocchetti, un po’ di sale, le noci, un cucchiaio circa di barbetta del finocchio, e un paio di cucchiai di olio.


Dare una prima frullata, poi assaggiare, aggiungere del sale se serve, ed eventualmente altro olio. Dopo la prima frullata la salsa era piuttosto liquida quindi io ho aggiunto ancora un po’ di olio e ho frullato ancora per una ventina di secondi, in modo da montarla bene.


Quando il finocchio è pronto si può assemblare il bagel.


Tagliare il panino a metà, mettere la base su una placca da forno, disporvi sopra qualche cucchiaio di finocchi, e tre – quattro fettine di mozzarella. Mettere sulla placca (non sopra la base) anche la parte superiore del bagel e infornare a 200 gradi fino a far fondere leggermente la mozzarella (dev’essere tiepida, ancora compatta, in modo che non inizi a colare fuori dal panino).
Estrarre la placca dal forno, mettere la base del bagel in un piatto, versare un paio di cucchiai di pesto di arance sulla mozzarella, aggiungere una manciata di misticanza, coprire il bagel con l’altra metà e gustare!



Questa versione è ottima anche fredda, ma in questo caso consiglierei di fare dei panini più piccoli, dei bocconcini da aperitivo.
Una variante più saporita prevede un cucchiaio di gorgonzola da disporre sopra la mozzarella prima di infornare, e l’aggiunta di qualche oliva taggiasca nel pesto.
Ovviamente si possono utilizzare anche altri tipi di panini.
Buon appetito!

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venerdì 1 novembre 2013

A proposito della Finlandia...

...recentemente ho avuto il piacere di assaggiare un piatto  preparato dalla mia amica Shari, che è nata e cresciuta in Italia, ma è di madre finlandese.
Sono rimasta davvero colpita dalla squisitezza di questo piatto, un'insalata di patate, rape e aringhe veramente fantastica, uno di quei piatti di cui ti riempiresti la bocca fino a farti esplodere le guance, per capirci.
Mi sono dovuta quindi ricredere sul cibo finlandese, confermo di non aver mangiato benissimo là, ma quest'insalata mi ha messo diversi dubbi, quindi penso proprio che dovrò tornare in Finlandia (con Shari, così mi porta lei nei posti giusti ;-)).
Nel frattempo condividerò con voi questa ricetta. Quando proverò a farla inserirò anche qualche foto.
Enjoy!

INSALATA DI PATATE, ARINGHE E RAPE ROSSE

Patate lesse (Shari non lo ha specificato, ma io ne metterei due grandi)
Filetti di aringhe affumicate, circa 150 gr, ma si possono aggiungere o diminuire a seconda dei gusti
Mezza mela verde
Due rape rosse già cotte.
Tagliare tutti gli ingredienti a pezzetti, e poi condire con senape, aceto bianco, aneto fresco (se lo trovate, oppure secco) e pepe al limone (non credo che qui si trovi, penso si possa sostituire con del pepe nero e scorze di limone tritate). Far riposare in frigo per far amalgare bene i sapori, e servire non troppo fredda (magari con del pane nero)

Provate questo piatto, è fresco, leggero, buonissimo!
Kiitos Shari!!

domenica 29 settembre 2013

La mia Finlandia

Era da anni che io e Samu volevamo andare in Nord Europa, poi per un motivo o per l'altro abbiamo sempre rimandato, finchè lo scorso luglio, in un pigro pomeriggio d'estate, ho cominciato a guardare le offerte dei voli su Ryanair (strano, non lo faccio mai :-)) e ho trovato un volo per Tampere, con partenza da Bergamo, molto conveniente.
E così, senza pensarci su molto, abbiamo deciso che saremmo andati in Finlandia, per una settimana di relax in mezzo alla natura. Io, Samu e il nostro amico Gianluca. Periodo dal 18 al 25 agosto.
Non conoscendo il luogo, per non rischiare di trovarci in mezzo a foreste sconfinate senza un buco dove dormire, abbiamo deciso di prenotare tutti gli alloggi da qui. Devo confessare che me ne sono un pò pentita. Ormai si è capito che tendo a prenotare tutto in anticipo, e in certi posti ha un senso. Arrivare in una grande città, col traffico, e cominciare a cercare un alloggio può essere snervante, e si rischia di perdere tempo, che  in un viaggio itinerante è un bene prezioso. Ma in posti rilassati e rilassanti come la Finlandia ci si può permettere di cercare un posto dove dormire, senza rischiare di stressarsi, e soprattutto di restare a dormire in macchina, perchè è vero che è tutto un susseguirsi di foreste e laghi, ma non mancano i centri abitati, e le strutture ricettive.
Abbiamo deciso di visitare Helsinki e la regione dei Laghi, che occupa il sud della Finlandia, tappe brevi per una vacanza all'insegna del relax.
Queste le località visitate: Tampere - Rauma (di passaggio) - Turku - Helsinki - Porvoo (di passaggio) Lappeenranta - Savonlinna - Jyvaskyla - Ruovesi - Tampere.

Devo ammettere che le città non offrono grandi attrattive. Helsinki è carina, noi ci siamo stati solo una notte, ma non consiglierei di fermarsi per più di due. E' una città elegante, piena di giovani, che d'estate si riversano per le strade, godendosi i mesi di luce nei vari eventi all'aperto che vengono organizzati in città.



Il centro è carino, ci sono molti bei negozi, locali all'aperto, ricorda vagamente Parigi e le sue grandi strade. Bella e vivace anche la piazza del mercato, mentre il distretto del Design, tanto decantato nelle guide, è un pò deludente.

A circa 50 km da Helsinki si trova la cittadina di Porvoo, una delle più antiche della Finlandia. Merita davvero una visita, con le sue casette rosse affacciate sul fiume, le stradine strette, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato.



 Lì ci siamo fermati a mangiare una fetta di torta alla caffetteria Helmi, giustamente consigliata dalla nostra guida Lonely Planet non solo per la bontà delle torte, ma anche per la bellezza del locale, che, coi suoi pavimenti in legno, le tazze di porcellana con fiorellini rosa e lilla, il pianoforte e le tendine in pizzo crea una piacevole atmosfera retrò.
Ci ha un pò deluso invece Rauma, la città più antica della Finlandia. La città vecchia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, è famosa per le sue case in legno risalenti al 1700, e per la produzione di merletto, che continua ancora oggi. Che dire? Carina, ma niente di che, non consiglierei a nessuno una deviazione per visitarla. Porvoo è molto più interessante.

 Delle altre cittadine visitate le più belle secondo me sono Tampere



 e Jyvaskyla, piccole, ma molto vivaci.



Si affacciano entrambe su un lago, hanno un centro carino, ed essendo città universitarie, sono piene di giovani. Le altre località che abbiamo visitato sono più turistiche, quindi, essendo a fine stagione, erano un pò spente.
Se attraversate la Regione dei Laghi merita sicuramente una visita Savonlinna, che ospita un bellissimo castello medievale, Olavinlinna.




Ci siamo trovati spesso a pensare, con grande stupore, a quanto la Finlandia somigli agli Stati Uniti, in particolare alla regione dei Grandi Laghi, che abbiamo visitato nel 2011. In entrambi i Paesi, infatti, è facile trovare paesi carini, ordinati, ma tutto sommato insignificanti, in mezzo ad una natura meravigliosa. A livello architettonico e urbanistico non abbiamo visto niente di così tipico, persino le cittadine più antiche della Finlandia, che risalgono al 1700, somigliano molto a centri urbani degli Stati Uniti.
Da un punto di vista naturalistico invece, così come accade negli Usa, la Finlandia offre scenari favolosi.
Addirittura l'aeroporto si trova in mezzo alla foresta. Non ho mai visto una simile concentrazione di boschi e laghi.


Per quanto riguarda gli alloggi vi consiglio assolutamente gli hotel della catena Omena (www.omenahotels.com). Si tratta di hotel economici (le camere, tutte con bagno interno e piccolo angolo cottura, costano dai 70 ai 110 euro, a seconda del luogo e del periodo, e ospitano fino a quattro persone) che hanno la particolarità di non avere personale alla reception. Ci si registra sul loro sito al momento della prenotazione, fornendo i dati del documento d'identità. Il giorno previsto per l'arrivo vi mandano un sms con il codice per aprire la porta della vostra camera. Geniale, si risparmia davvero un sacco di tempo. Se non avete prenotato, vi potete registrare sui terminali disponibili in hotel. Ci sono dei numeri da contattare (attivi 24 ore su 24) in caso di problemi. Siamo stati in tre hotel Omena (a Tampere, Helsinki e Turku) e ci siamo trovati benissimo in tutti. Puliti, bene ubicati, con camere spaziose. Straconsigliati!




Un altro hotel che consiglio, per chi decidesse di visitare Jyvaskyla è lo Spa Hotel Rantasipi Laajavuori (http://www.rantasipi.fi/hotellit/laajavuori/en_GB/home/). Grazie ad un'offerta su booking abbiamo speso 120 euro  per una notte in camera tripla con colazione, e accesso illimitato alla spa. Abbiamo passato il pomeriggio tra piscina, idromassaggio, sauna e bagno turco, è un'esperienza che non si può saltare assolutamente, la sauna in particolare è una parte fondamentale della loro cultura, ci tengono tantissimo!




Purtroppo non ho potuto fare foto all'interno della Spa, ma vi assicuro che era veramente bellissima. La vista dalla piscina è sulla foresta, immagino come debba essere bella d'inverno!

L'alloggio dove abbiamo passato l'ultima notte è sicuramente il più bello, un meraviglioso cottage con sauna privata all'interno del campeggio Haapasaari (http://www.haapasaari.fi/it).






Se visitate il sud della Finlandia dovete andarci assolutamente, si trova lungo la Valtatie 66, che praticamente è la route 66 finlandese, famosa, amata e assolutamente meravigliosa,




una continua alternanza di laghi e boschi. Il campeggio si trova su un'isoletta collegata alla strada da un ponte. Ci sono alloggi di vario tipo, e per tutti gli ospiti sono a disposizione saune, idromassaggio, e piccole barche a remi. Se vi piace pescare è il posto per voi!

L'idea che mi sono fatta è che la Finlandia offra alloggi di tutti i tipi e  per tutte le tasche, ma i Finlandesi amano in modo particolare i cottage, di quelli ne trovate quanti volete, l'unico problema è che nella maggior parte dei posti non vi danno lenzuola e asciugamani (o meglio, ci sono ma dovete noleggiarle, e se cambiate posto ogni giorno non è molto conveniente).
Passando ad un argomento che mi sta molto a cuore...il cibo, non ci voglio girare troppo intorno, in Finlandia non si mangia bene. Sapete quanto io sia aperta nei confronti delle cucine di altri Paesi, contesto spesso lo snobismo di noi italiani, ma nel caso della Finlandia la mia curiosità golosa è stata saziata molto presto. Il problema principale è la mancanza di materie prime locali. Hanno molta selvaggina, ovviamente dell'ottimo pesce, ma mancano i vegetali, e credetemi, amici carnivori, sono fondamentali per avere una cucina ricca, varia e invitante. In Finlandia mangerete della buona carne, dell'ottimo salmone, aringhe cucinate in vari modi, e ogni piatto sarà coperto da salse e accompagnato da patate.




Dopo un pò stufa (però le polpettine tipo Ikea a colazione erano fantastiche!).
Una cosa ho veramente apprezzato: il pane. Io adoro il pane di segale, sia fresco che sotto forma di crackers (tipo i wasa), e lì se ne trova di ogni tipo, dalle ciambelle, a panini quadrati, pane per hamburger, a fette...

Tirando le somme, un viaggio in Finlandia lo consiglio assolutamente, ma occhio però...andateci solo se amate le vacanze in mezzo alla natura, perchè la Finlandia oltre a panorami mozzafiato non offre molto.
Il loro agosto è come il nostro settembre, molte strutture hanno già chiuso, piano piano le località turistiche si preparano all'inverno, il tempo può essere ancora bello, ma rischiate anche di beccarvi pioggia e freddo (noi siamo stati davvero fortunati). Sicuramente il periodo migliore per andarci d'estate è luglio, i Finlandesi, dopo i mesi di buio e gelo se la sanno godere l'estate, e organizzano molti festival, sagre, in ogni cittadina ci sono degli eventi.
I Paesi del Nord Europa sono cari, si sa, ma in Finlandia c'è l'euro e i prezzi sono alti ma non proibitivi. Alcune cose costano davvero molto, ad esempio una birra media in un bar vi costa in media 7,5 euro, e una bottiglia d'acqua da 1,5 l al supermercato costa circa 1,5 - 2 euro. Ma se state un pò attenti non avrete brutte sorprese.
Noi abbiamo speso 80 euro a testa per il volo più 50 euro per imbarcare una valigia da 15 kg, 380 euro per il noleggio auto (con due guidatori e l'assicurazione kasko), circa 30 euro a testa in media per dormire. Alla fine abbiamo speso circa 800 euro a testa, non possiamo lamentarci.

Molte cose mi sono rimaste nel cuore, se non fosse per l'inverno, che dev'essere veramente duro, penso che la Finlandia sarebbe davvero un bel posto dove vivere.
Ci tornerò sicuramente (con la neve stavolta).